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L'ULTIMA TONNARA
Vedi anche: Le Isole Egadi, la più grande riserva marina italiana.

In Sicilia, nelle ultime tonnare, sopravvive ancora l'antico rito della mattanza, la pesca tradizionale ai grossi tonni, che ogni anno alla fine della primavera, migrano dall'Atlantico verso le più calde acque mediterranee.
Pesci pesanti anche 300 Kg catturati e tirati a bordo con la sola forza delle braccia, vascelli senza motore, enormi reti issate a mano sotto la guida del Rais , il capo supremo, canti antichi e mare rosso dal sangue e agitato dagli ultimi spasimi di vita dei tonni.
Un residuo di un mondo arcaico e lontano, che risulta difficile da comprendere, nel quale si mescolano tradizioni e religiosità, lotta per la sopravvivenza e ricerca di ricchezza, amore e morte.
Un sistema di pesca senzaltro crudele, ma estremamente selettivo e quindi probabilmente molto meno dannoso per l'ambiente della pesca a strascico o delle spadare.
La mattanza è il cruento atto finale di un processo di preparazione, che dura mesi e che si ripete praticamente invariato da secoli, la cui origine è così lontana da essersi persa. Persino i canti tradizionali, intonati duranti la pesca sono in parte incomprensibili ai pescatori stessi.
Le tonnare sono complessi sistemi di reti fisse lunghe chilometri (e gli stabilimenti per la lavorazione del pescato ad esse collegate); fino alla prima metà del XX secolo, erano centinaie in tutto il Mediterraneo, poi, sia per la diminuzione dei tonni, causata dall'inquinamento e dalla pesca intensiva, sia per le leggi del mercato che hanno reso questo metodo di pesca sempre meno conveniente, gli impianti si sono ridotti ad una decina in tutto il Mediterraneo. In Sicilia ne sopravvivono, non senza difficoltà, due: quella di Bonagia, vicino Trapani, e quella di Favignana.
Se, dal medioevo ad oggi, poco e nulla è cambiato nella tecnica e negli strumenti di questo tipo di pesca, altrettanto non si può dire del senso, dell'importanza e dei protagonisti delle tonnare odierne. Quello che era un mezzo di sfruttamento di un patrimonio ittico ricchissimo - e che sembrava inesauribile - fonte di sopravvivenza di intere comunità, che veniva svolto e tramandato con orgoglio e rispetto, è diventato qualcosa di differente e che mescola ingredienti in contrasto tra loro: richiamo turistico, caparbia volontà di far sopravvivere un pezzo di tradizione, lavoro di fortuna per emarginati, prima momentanea occupazione per giovani in un panorama poverissimo di prospettive.

DATI

Dove: Bonagia e Favignana, Trapani (Italia)
Quando: maggio e giugno 2001
Immagini : 70, diapositive a colori , scansioni ad HR and LR disponibili
Testi: articoli in inglese, francese e italianio disponibili; circa 2100 parole